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Via Rubattino: Nell'area Innse nascerà un nuovo quartiere

Dopo il rilancio della fabbrica, che ha rischiato la chiusura lo scorso anno, adesso tocca all'area intorno all'Innse. E' stato siglato l'accordo che prevede la nascita di un nuovo quartiere e un grande parco pubblico

Da simbolo delle nuove lotte operaie contro la crisi economica a promessa di una nuova rinascita urbana. E' toccato un destino doppiamente fortunato alla Innse di Milano, divenuta celebre l'anno scorso per la protesta dei lavoratori rimasti settimane intere su un carroponte contro il piano di chiusura dello stabilimento.

Rilevata dal gruppo Camozzi è ripresa la produzione e ora attorno alla fabbrica metalmeccanica di via Rubattino, estrema periferia est della città, si sta progettando un nuovo quartiere con appartamenti, negozi e un grande parco pubblico. Il Comune e l'immobiliare Aedes, proprietaria dell'intera area, hanno siglato l'accordo per la riqualificazione di quasi 40 mila metri quadrati davanti al prefetto di Milano, Gian Valerio Lombardi, regista lo scorso autunno dell'intesa che ha rilanciato l'attività industriale della Innse.

"Il risultato raggiunto - ha osservato il prefetto - arriva a un anno dalla soluzione di una vicenda assai complicata ed è importantissimo per Milano". Con l'accordo quadro dell'11 agosto 2009, Aedes si era infatti impegnata a cedere gratuitamente al gruppo Camozzi il capannone industriale su cui sorge lo stabilimento Innse, con annessa palazzina uffici e l'area esterna al capannone adibita a spazi di manovra. Questi 25 mila metri quadrati di superficie fondiaria sono la chiave di volta dell'intesa che ha fatto rinascere la Innse e partendo da qui il Comune e Aedes hanno così riscritto il piano di riqualificazione dell'intera area ex industriale.

Secondo l'accordo la quota destinata alla residenza salirà a oltre 1.000 alloggi (62,5 mila mq di edilizia libera e 25 mila mq di convenzionata e agevolata), saranno realizzati uffici e negozi e un nuovo parco urbano di 22 mila mq per strutture per lo sport. Il capoluogo lombardo si riconcilia così con una delle ultime testimonianze del suo passato di capitale industriale e offre un riscatto a un quartiere noto oramai solo per i campi nomadi abusivi. Negli ultimi anni sono stati 12 gli sgomberi a Rubattino. L'ultimo in ordine di tempo quello di martedì scorso quando dai capannoni dismessi della ex Maserati sono state cacciate oltre 200 persone. "Abbiamo salvato un'area produttiva - si è congratulato il sindaco Letizia Moratti, che ha voluto sottoscrivere l'intesa di persona - che riconferma Milano come città industriale e abbiamo creato un nuovo quartiere". La variante urbanistica dovrebbe essere ratificata dal Consiglio comunale entro la fine dell'anno. E se non ci saranno intoppi nei cantieri nel 2015 il nuovo quartiere della Innse potrebbe essere pronto per essere abitato.

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