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Il nuovo Anteo apre a settembre. Le 10 sale avranno nomi di cinema chiusi

Milano è stata la città "capitale dei cinematografi", un appassionato ne ha censiti ben 197

L'Anteo oggi

Il nuovo cinema Anteo aprirà a settembre dopo la ristrutturazione e conterà dieci sale, di cui una con ristorante esclusivo, l'osteria del cinema, un bar-caffè, sale di lettura e altro ancora in 5 mila metri quadrati. Il progetto è noto da tempo: il "palazzo del cinema" è stato possibile anche grazie allo "sfratto" della scuola media civica Manzoni, che il Comune di Milano ha trasferito altrove. 

L'Anteo è un cinema dalla storia relativamente recente: fu infatti aperto nel 1979. Ma, grazie ad una attenta programmazione che non cede soltanto alle lusinghe degli incassi facili e, anche, grazie alla vicinanza con quartieri "in", tra cui Brera e oggi Porta Nuova, che facilitano le frequentazioni "altolocate" e "intellettuali", è diventato ben presto un simbolo della cultura milanese. 

Non pochi gli appassionati del "marchio" che non vedono l'ora che il multisala riapra i battenti. E, a proposito, il "patron" Lionello Cerri ha reso noto che intitolerà le varie sale con i nomi di vecchi cinema milanesi ormai chiusi. Si sa che da questo punto di vista è stata una "strage" di serrande abbassate per sempre. Cerri ricorda soltanto un nome, per ora: l'Obraz. Si tratta di un "cineclub" che promuoveva la formula "cinema più spettacolo". E anticipa che per la scelta dei nomi verrà chiesto un parere agli appassionati.

Sono veramente tante, del resto, le sale milanesi che hanno chiuso negli anni. Non è cosa soltanto degli ultimi tempi: il Cinema Centrale, per esempio, esiste in via Torino da 110 anni, ma all'inizio si chiamava Mondial e acquisì l'attuale denominazione soltanto nel 1938, quando un Cinematografo Centrale di piazza del Duomo venne chiuso. Molte sale erano concentrate lungo corso Vittorio Emanuele e gallerie limitrofe. Ormai hanno fatto spazio a negozi e centri commerciali. 

Ma Milano era piena di cinema anche in ogni sua periferia, a dimostrazione che l'abitudine a recarvisi era molto più diffusa. Se oggi sopravvive soltanto qualche piccola sala parrocchiale, una volta si poteva tracciare la geografia cittadina a partire dai nomi delle sale. Eccone alcune: Zenit (piazza Piemonte), Alpi (via Ricciarelli), Europa (via Binda), Alexander (via Palmanova), Porpora (via Porpora), Minerva (viale Sabotino), Abc e Argo (entrambi in viale Monza), Dea (via Sangallo), Olimpo (viale Corsica), Zodiaco e Universal (entrambi in via Padova).

Giuseppe Rausa, Maestro di pianoforte al Conservatorio, ne ha censiti ben 197. Lionello Cerri, per la scelta dei dieci nomi, ha l'imbarazzo delal scelta.

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