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Distruggono la lapide della partigiana Lia in Niguarda: "Fascisti vigliacchi"

La denuncia del dem Pietro Bussolati

La lapide distrutta nell'immagine di Bussolati su Fb

Un manufatto vilipeso e spezzato in due parti. "Vigliacchi fascisti hanno distrutto la targa di Galeotta Bianchi, la partigiana Lia, uccisa per mano nazista nell'insurrezione del '45. Un oltraggio indegno alla memoria antifascista della nostra città. Ma sappiano questi signori, che Milano non di piegherà mai alle loro ignobili minacce".

La denuncia arriva nelle scorse ore dal segretario metropolitano del Pd milanese, Pietro Bussolati.

La targa è infatti dedicata a Gina Galeotti Bianchi, conosciuta come la partigiana Lia, alla quale a Milano è intestato in zona Niguarda il giardino di via Hermada.

Duro anche il commento del parlamentare Pd Emanuele Fiano: "Hanno distrutto la targa dedicata a Gina Galeotti Bianchi, la partigiana Lia, in Via Hermada a Milano. Per noi un simbolo. Qualcuno sta sdoganado da anni i fascisti. Per quello che mi riguarda nopasaran. Le autorità inquirenti indaghino, Milano non sia indifferente. Nessun dorma. Un episodio molto grave - spiega - che avviene in clima di inaccettabile intolleranza come dimostrano anche gli attacchi dell'estrema destra alle sedi del nostro partito".

Il commento dell'Anpi

"L'Anpi provinciale di Milano manifesta la sua esecrazione per l'ulteriore gravissima provocazione avvenuta a Niguarda con la distruzione della targa dedicata a Gina Galeotti Bianchi, la partigiana Lia, alla quale è intestato il giardino di via Hermada - Roberto Cenati, presidente Anpi provinciale di Milano -. Gina Galeotti Bianchi è stata la prima caduta dell'insurrezione a Milano contro i nazifascisti. Niguarda fu il primo quartiere ad insorgere, il 24 aprile 1945 e la partigiana Lia mentre era in bicicletta insieme con la compagna Stellina Vecchio per portare ai partigiani l'ordine di insurrezione, venne colpita e uccisa da una raffica di mitra sparata da un camion carico di soldati tedeschi in fuga in via Graziano Imperatore a Niguarda all'altezza del civico 40. La Bianchi era incinta e aveva appena riferito alla Vecchio di essere contenta perchè "il nostro bambino nascerà in un paese libero". Chiediamo alle pubbliche autorità che vengano individuati i responsabili di questo ignobile gesto che offende la memoria di chi ha sacrificato la propria vita per la libertà di tutti noi".

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