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Sparò ai piccioni e ne uccise due: prete "cecchino" rischia il processo

Il sacerdote compì il gesto in agosto. Era a Milano in sostituzione del parroco

(Immagine di Repertorio Pixabay)

Potrebbe finire nei guai il sacerdote che, ad agosto 2017, con un fucile ad aria compressa uccise due piccioni e ne ferì un terzo. Lui, 43 anni di origine ucraina, era in servizio presso la parrocchia di San Paolo in piazza Caserta a Milano (quartiere di viale Zara) per sostituire il parroco durante il mese estivo.

I piccioni si trovavano appollaiati sul muro che divide il cortile dalla strada. Non si sa bene perché, ma il prete ne era infastidito e sparò. La scena venne però vista da Roberta Biraghi, residente nel quartiere e presidente dell'associazione Noi Animali, che chiamò il consigliere comunale di Forza Italia Gianluca Comazzi: questi avvertì la polizia locale.

Mentre il piccione ferito veniva rimesso in sesto, gli agenti di polizia locale hanno effettuato ogni accertamento. L'arma (una carabina Umarex 850 Air Magnum) è in vendita libera, senza bisogno di licenza, ma uccidere un esemplare di fauna selvatica resta vietato, così come sparare (in città, oltretutto) in un periodo di divieto della caccia. Insomma, il sacerdote ora rischia di essere processato. Nel caso, l'accusa sarebbe di maltrattamento di animali.

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