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Autovelox di viale Fulvio Testi, "nessuna irregolarità": il comune vince il ricorso al Tar

I giudici del tribunale amministrativo regionale hanno dato ragione al comune

Immagine repertorio

Nessuna irregolarità: secondo i giudici del Tar l'autovelox di viale Fulvio Testi a Milano è stato installato regolarmente. Il collegio presieduto da Ugo di Benedetto lo ha messo nero su bianco nel ricorso presentato da una cinquantina di automobilisti contro il "trappolone" attivato nel dicembre 2017 da Palazzo Marino lungo l'arteria stradale alla periferia Nord della città. Autovelox che sanziona chiunque passi a più di 50km/h. I giudici non hanno accolto nessuna delle motivazioni presentate dagli avvocati. E i legali potrebbero ricorrere in appello davanti al consiglio di Stato: i termini per impugnare la decisione decorreranno da settembre e saranno gli automobilisti che si erano rivolti al Tar a decidere sul da farsi.

Autovelox in viale Fulvio Testi: quello che non va secondo gli automobilisti

Secondo gli automobilisti che si erano rivolti il trappolone di Viale Fulvio Testi non sarebbe in regola per tre motivi. Il primo: Palazzo Marino avrebbe posizionato il rilevatore senza averne la competenza che spetta alla Prefettura. In seconda istanza il comune non avrebbe come fine "quello di abbassare il tasso di incidentalità, ma quello di favorire l’incremento delle risorse economiche derivante dalle sanzioni". In penultima istanza Palazzo Marino non avrebbe dimostrato "la sussistenza dei presupposti necessari per procedere all’accertamento remoto delle infrazioni al Codice della strada". Infine gli automobilisti non sarebbero stati informati  per tempo.

La decisione punto per punto del Tar

Il tribunale amministrativo regionale è partito ad analizzare il caso dalla questione temporale: "Quando la norma – è stato scritto nelle motivazioni – parla di segnalazione preventiva, essa non fa riferimento al dato temporale: non si richiede cioè che le autorità preposte al controllo del traffico pubblicizzino con giorni, settimane o mesi di anticipo la volontà di installare su un certo tratto di strada un apparecchio di rilevamento della velocità". Secondo i giudici, invece, da tenere in considerazione è il "dato spaziale: ciò che si richiede è che le predette autorità collochino sul tratto di strada che precede quello in cui è installato lo strumento un’idonea segnaletica, percepibile dagli utenti della strada".

Sempre secondo i giudici le eventuali violazioni riguarderebbero la fase esecutiva e non la bontà del progetto in sé: viale Fulvio Testi, infatti, compare nell'elenco di strade individuate dalla prefettura. Sull'accusa di aver installato l'autovelox solo per fare cassa il tribunale ha risposto: "In assenza di prova certa contraria si deve presumere che l’interesse principale del Comune sia quello di prevenire gli incidenti stradali, il cui numero, come emerge dagli atti di causa, risulta peraltro essere ancora cospicuo"

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