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Milano, seconda notte all'addiaccio per gli antagonisti del centro sociale sotto sgombero

I due antagonisti sono abbarbicati sul tetto del centro sociale dalle 8.10 di martedì 21 gennaio

Gli antagonisti

Due giorni e due notti. Sempre abbarbicati sul tetto a sette metri da terra. Il loro obiettivo? Evitare di essere sgomberati e non hanno intenzione desistere. Sono ancora sul tetto della palazzina di Piazza Alfieri a Milano (zona Bovisa) gli antagonisti del centro sociale Brancaleone, sotto sgombero dalla mattinata di martedì 21 gennaio.

Due giorni e di trattative non hanno portato nessun risultato, la situazione comunque è costantemente monitorata da polizia e carabinieri. La loro protesta sta andando avanti da oltre 50 ore e non è chiaro fino a quando potrà protrarsi. Davanti all'ex centro sociale, nella mattinata di giovedì 23 gennaio, sono comparsi alcuni anarchici che stanno incitando i due antagonisti.

Video, due anarchici sul tetto per resistere allo sgombero

Lo sgombero

Tutto era iniziato intorno alle 8.10 di martedì quando gli agenti della questura si erano presentati davanti all'edificio occupato. Per tutta risposta i due attivisti che vivevano nel sottotetto dell'edificio si sono abbarbicati sul tetto e non hanno più lasciato la loro posizione. I due sarebbero i soli occupanti dello stabile: sarebbero rimasti da soli dopo una divergenza con altri occupanti che, invece, sono andati via occupando altri spazi.

L'occupazione del centro sociale Brancaleone

L'occupazione dell'edificio di piazza Alfieri era scattata nel 2017 quando gli attivisti presero possesso di uno stabile che fino a qualche tempo prima ospitava un centro diurno per anziani e un asilo nido.

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Qualche anno prima, nel 2015, il centro sociale occupò un casolare di via Bruni 9 di proprietà di una famiglia milanese, l'occupazione scattò in seguito allo sgombero da un'altra palazzina in via Casella.

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