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Casa popolare occupata: deposito di oggetti rubati per 20 mila euro

La scoperta casuale, dovuta a una perdita d'acqua e all'intervento dei tecnici di MM

Repertorio

Prima ha occupato un appartamento di case popolari. Poi l'ha trasformato in un deposito di refurtiva, insieme ad un'altra donna con cui condivideva (insieme a un bambino) l'alloggio di via Asturie 8, zona Bicocca. La vicenda è raccontata sul Giorno da Marianna Vazzana.

MM (che gestisce le case popolari di proprietà del Comune di Milano) riceve il 15 novembre la segnalazione dell'occupazione abusiva, che però risale a quasi un anno prima. MM effettua una verifica sul posto e non trova nessuno, in particolare non c'è traccia dell'inquilino regolare, un egiziano: si scoprirà che è morto in Egitto (dove s'era trasferito) ad aprile. I tecnici di MM mettono in sicurezza l'alloggio e il giorno successivo a contattare MM è una donna: una delle due che abitano nell'alloggio occupato.

La donna chiama MM perché non riesce, ovviamente, a entrare nell'appartamento, che contiene i suoi effetti personali. E dichiara di avere ricevuto le chiavi e il possesso dell'alloggio dal nipote dell'egiziano. Che sia vero o falso, non si può far nulla per lei, perché non è la regolare intestataria.

Passa una settimana e, il 23 novembre, i tecnici di MM devono intervenire in via Asturie per una perdita d'acqua da riparare. Entrano nell'appartamento e a questo punto scoprono la refurtiva: circa 20 mila euro tra profumi di marca (una cinquantina), vestiti griffati con etichette e placche antitaccheggio ancora applicate e vari gioielli.

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Con ogni evidenza, quell'appartamento fungeva da "covo" per stipare il provento di vari furti, di cui è al vaglio l'effettiva provenienza. La "palla" è passata ai vigili urbnai che indagano sulla situazione e potrebbero prendere provvedimenti contro la donna.

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